giovedì 13 dicembre 2012

Oggi vi imparo la CRISI!

Ho trovato su Facebook un articolo molto interessante, che spiega con delle semplici analogie le cause e lo sviluppo dell'attuale crisi globale, comprensibile anche a quelli che, come me, non capiscono un tubo di economia.
Lo riporto integralmente:



"LA CRISI SPIEGATA IN MODO SEMPLICE...

Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).

La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città. Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.
La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.
I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.
Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.
Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.

A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.
Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.
Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.
La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.
Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.

Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.

Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.
Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.

Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.
Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.
Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio."

Interessante, nevvero?

lunedì 29 ottobre 2012

La m***a del giorno 7: edizione quiz SEMPLIFICATA!

Dopo la valanga (!?!) di critiche per l'eccessiva difficoltà delle edizioni precedenti, ho deciso di proporre un'edizione della m***a del giorno for Dummies, allo scopo di allargare il bacino d'utenza del blog, che nei miei progetti dovrebbe ben presto sfidare per numero di contatti l'Huffington Post.
Vediamo se funziona. Dovrebbe bastare il primo indizio, ma siccome è un'edizione semplificata ne darò altri utili ad inquadrare il pernicioso e misterioso personaggio in questione.

  1. un uomo dimmerda col nome di un fiore gli ha comprato una casa "a sua insaputa". Son disgrazie!
  2. era ministro degli interni durante il G8 del 2001 e a tal proposito ha dichiarato "Durante il G8, la notte del morto, fui costretto a dare ordine di sparare se avessero sfondato la zona rossa" (http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=18160)
  3. è indagato per corruzione internazionale in relazione alla vicenda Finmeccanica (http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Finmeccanica-indagato-Claudio-Scajola/23-10-2012/1-A_003164992.shtml)
Insomma, proprio un brav'uomo, che può fregiarsi del doppio titolo di fascista e di corrotto.
Scusate se è poco.

venerdì 26 ottobre 2012

Al peggio non c'è limite

Il Senato ha votato oggi la legge-bavaglio per internet e i blog (http://lastampa.it/2012/10/25/italia/politica/diffamazione-anche-i-blog-avranno-l-obbligo-di-rettifica-SWcEQB9llOg3lqlwHn3yAN/pagina.html) e già questo è grave. Che l'abbia fatto un Senato delegittimato come questo, durante la crisi peggiore degli ultimi 80 anni è ancora più incredibile!
In sostanza vuol dire che se qualcuno si sente diffamato da un articolo online, l'autore è costretto a rettificare entro 24 ore, INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE SIA VERO O NO!
Mi pare decisamente un attentato alla libertà di stampa, per cui...

PUPPATEMI TUTTI LA FAVA

Vorrà dire che se qualcuno di lorsignori si sente offeso... rettificherò!

venerdì 5 ottobre 2012

La necessità di distinguersi

A me non piacciono i demagoghi e i populisti.
Non mi piace chi fa di tutta l'erba un fascio.
Non mi piace neanche chi condivide link o notizie sulla "casta" senza verificarne l'attendibilità.
E' un atteggiamento controproducente: se per dimostrare il livello di corruzione e di illegalità diffusa tra i potenti si sciorinano falsità, approssimazioni e forzature della realtà, non si è migliori di loro, che usano sistematicamente la bugia e la manipolazione come strumenti per conservare e aumentare potere e conto in banca. Di solito basta raccontare i fatti per screditare certi personaggi, non c'è bisogno di  inventarsi niente.
Non per una semplice questione di etica. Se usi gli stessi mezzi e vieni pizzicato, potranno giustamente dire che son cose che fanno tutti, che nessuno si può ergere sul piedistallo di una moralità superiore. Che è tutto un magna-magna, che farsi una canna è come sottrarre milioni allo Stato, che rubare per mangiare è uguale a rubare 1000 volte tanto per comprarsi la barca.
Non è vero un cazzo.
Fortunatamente ESISTONO persone diverse, ma per dimostrarlo si devono appunto comportare diversamente.
Se vuoi denunciare qualcosa, informati. Basta qualche ricerca su internet per verificare se la notizia è riportata solo da odiotutti.com e inculalacasta.it, oppure anche dai giornali online o da qualche blog autorevole. Sia chiaro che questo non garantisce nulla: giornalisti incompetenti e cialtroni si trovano anche presso le testate più importanti, ma è un punto di partenza. In seconda battuta, controlla che ci siano date e luoghi o qualche altro riferimento che le confermi: "la settimana scorsa" o " un paese in Francia" NON LO SONO!
Infine non vi fidate di chi inizia un post con "ve lo vogliono tenere nascosto!" o anche "vediamo chi ha il coraggio di ripostarlo": siamo nell'età dell'informazione, tenere nascoste le cose è davvero difficile e sono solo trucchi per dare un'impressione di autenticità.

Io sono un appassionato di leggende metropolitane, e proprio per questo ho un certo naso per le notizie-bufala.
Per esempio proprio oggi il Messaggero ci delizia con quest'articolo:
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/nani_lilliput_cinese_kunming_pechino/notizie/221799.shtml che spero non tolgano.
In realtà, e direi piuttosto ovviamente, non si tratta di una comunità di nani "stanchi di essere guardati dall'alto in basso", ma un parco a tema, e Kunming è una città di quasi due milioni di persone e non un paesino di 120! Direi un ottimo mix di cialtronaggine e stupidità
E' vero che a volte la realtà supera la fantasia, ma applicare un pò di logica non può far male.
Tenere acceso il cervello non è un optional.

giovedì 2 agosto 2012

La m***a del giorno 6: continua l'EDIZIONE QUIZ!

Dopo il grande successo ottenuto dal precedente post (0 commenti, come al solito), e soprattutto per evitare conseguenze legali, ripropongo la rubrica in versione quiz, non rivelando il nome dello s*****o di turno.

Gli indizi sono:
- è stato ministro nel secondo governo Berlusconi
- è l'unico emiliano antipatico che conosco
- è un convinto progressista: ha detto ad esempio "le adozioni di bimbi alle coppie gay, nei Paesi in cui sono consentite, hanno fatto esplodere la compravendita di bambini e bambine". Oppure: "Stefano Cucchi è morto a causa delle droghe, in quanto anoressico e sieropositivo". O ancora "La legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo, per esempio in Olanda, attraverso l'eutanasia".
- ha firmato, insieme a un simpatico post-fascista, un'illuminata legge sulla droghe, in cui si equiparano droghe leggere e pesanti e, in nome della libertà di parola, ha detto che "non si dovrebbe permettere di parlare in televisione a chi vuol legalizzare le droghe".
- ha cambiato casacca politica, spostandosi sempre più a destra. Adesso milita nel Popolo delle Libertà, per quanto sia incapace di comprendere il significato di quella misteriosa parola con la L.
Vi basta per individuare questo bigotto, ignorante e ottuso personaggio misterioso?
Purtroppo è solo uno dei tanti....

venerdì 27 luglio 2012

Arrivano le Olimpiadi e...


...questa è una delle foto più belle della storia dei Giochi!
Per chi volesse approfondire, c'è un bell'articolo, purtroppo solo in inglese, che spiega tutta la vicenda
http://www.good.is/post/fists-of-freedom-an-olympic-story-not-taught-in-schools/

martedì 17 luglio 2012

La m***a del giorno 5: ??? EDIZIONE QUIZ!!!

La m***a del giorno di oggi non la posso proprio nominare, pena gravi ritorsioni, ma grazie ad alcune sottili allusioni potete scoprire da soli di chi si tratta...
Primo indizio: il suo cognome è un complemento d'argomento in latino, e l'argomento è il santo patrono di Napoli.
Secondo indizio: gli è stato affidato un importante incarico istituzionale dal governo Monti. Dato che tale carica riguarda la sicurezza, mi sento senz'altro molto più sicuro...
Terzo indizio: è sempre stato fedele alla Costituzione, sebbene non abbia specificato di quale paese.
Quarto indizio: ama solidarizzare con delinquenti condannati in via definitiva, delinquenti di cui era il diretto superiore.
Quinto indizio: come l'Y10, piace alla gente che piace: D'Alema, Fini, Casini, Schifani, l'FBI e tanti altri.
Dai che ce la potete fare!

venerdì 6 luglio 2012

La giustizia è (quasi) uguale per tutti

Oggi c'è stata la sentenza definitiva sulla mattanza alla Scuola Diaz durante il G8 a Genova. A parte averci messo SOLO 11 anni per il processo, durante i quali gli imputati hanno continuato a rivestire incarichi anche molto importanti (certuni sono stati perfino promossi), a me queste pene non bastano! Innanzitutto sono cadute in prescrizione le accuse di lesioni gravi, in secondo luogo non sono mai giunte delle scuse ufficiali da nessun rappresentante dello Stato. In terzo luogo le pene sono troppo basse e nessuno si farà un solo giorno di carcere. Infine i risarcimenti e le spese saranno pagate con le nostre tasse!
Qualcosa deve cambiare o finirò di perdere la poca fiducia residua nello Stato e in coloro che lo rappresentano. Io da queste Forze dell'Ordine non mi sento protetto, ma anzi minacciato.


Diaz, Bolzaneto, Aldrovandi, Cucchi, Sandri, Uva e tanti altri, solo negli ultimi anni. Cui si aggiungono gli episodi, di certo meno gravi, ma significativi, capitati a miei amici.
Qui le "mele marce" cominciano ad essere un pò troppe...
Mi sembra che MANCHI LA VOLONTA' di fare pulizia interna da parte delle Forze dell'Ordine, che anche in casi di chiara colpevolezza continuano a difendere strenuamente i loro membri: mai scuse, mai radiazioni o anche semplici sospensioni fino alle sentenze definitive. Ribadisco che chi è in Polizia o Carabinieri ha anche la responsabilità, non solo i vantaggi, della divisa che porta. Quali vantaggi? Non pagare cinema o spettacoli e molte altre cose (ci sono forse baristi che fanno pagare il caffé ai poliziotti?), essere rispettati e/o temuti dalla maggior parte della popolazione,essere trattati con un "occhio di riguardo" in molte situazioni, magari facendo trapelare la propria appartenenza alle forze dell'ordine. E sto parlando della gente onesta. Un poliziotto disonesto se ne può approfittare in mille occasioni, come sequestrare droga e tenersela per sé, presentarsi a fare acquisti sempre in divisa etc, etc.

E' vero, non sono pagati tanto e (alcuni) rischiano la vita, ma ci sono operai pagati ancor meno e che rischiano altrettanto: c'è in media almeno un morto al giorno sul lavoro.
In conclusione hanno PIU' doveri del resto degli Italiani, non MENO e soprattutto hanno il dovere di far bene il proprio lavoro.

"Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri." (G. Orwell, "La fattoria degli animali")

venerdì 22 giugno 2012

Il monologo del cattivo 1: i computer di Hollywood

Per deformazione professionale ho deciso di iniziare la serie dei post sugli stereotipi dei film made in USA con l'originale visione che registi e sceneggiatori di Hollywood hanno delle moderne tecnologie informatiche e di come essa venga implementata nelle loro cagate produzioni cinematografiche.
Abituati come siamo a digerire qualsiasi stronzata ci propinino in tali film, in pochi si soffermano sulla assoluta e incredibile assenza di realismo nell'uso dei computer sul grande schermo.
Viene da pensare che in California, forse per la presenza della Silicon Valley e delle sedi dei principali produttori di hardware e software, abbiano dei computer PROFONDAMENTE DIFFERENTI da quelli venduti a noi disgraziati cugini d'oltreoceano...
Ecco un elenco di queste differenze:
  1. Il tempo d'avvio dei sistemi operativi di qualsiasi computer è inferiore ai 5 secondi, mentre nella realtà l'utente medio ha tempo di farsi un caffé, prima che il maledetto logo di Windows decida di sparire dallo schermo! 
  2. Il mouse è uno strumento del tutto inutile: tutti usano la tastiera a velocità supersoniche senza neppure bisogno di guardarla, apparendo come gibboni indemoniati o dattilografe sotto anfetamine.
  3. I caratteri sullo schermo sono per default di almeno 40 punti, facendo sospettare gravi insufficenze visive dei personaggi.
  4. Non esiste alcuna incompatibilità tra sistemi operativi, software e hardware, tanto che è possibile caricare un virus in un'astronave madre aliena con una penna USB (Independence day). Scusate, errore mio, USB sta per UNIVERSAL serial bus, giusto?
  5. Un hacker è in grado, in pochi minuti di compiere azioni come: trasferire fondi per 10 milioni di dollari (Codice Swordfish), far saltare per aria qualsiasi cosa (l'ultimo Die Hard, anche se è risaputo che nei film di Bruce Willis le cose tendono a saltare per aria spontaneamente o al minimo innesco, ma di questo parlerò in un'altra occasione), trasformare una programmatrice in prostituta (The net), controllare i missili nucleari di una nazione (Wargames), oppure tutte le telecamere e i semafori di una città (vari film, tra cui il già citato Die Hard )
  6. Gli schermi dei computer sono potentissimi, tanto da illuminare con la loro immagine riflessa le facce di chi li usa
  7. Le password sono sempre parole semplici, da vocabolario, si possono fare infiniti tentativi, e solitamente si ottengono guardandosi intorno nella stanza alla ricerca di indizi
Gli esempi sono infiniti, con uso di linguaggio tecnico a sproposito, stereotipi sugli hackers e su chi si intende di computer in generale e chi più ne ha più ne metta. Particolarmente gravi alcune serie poliziesche come CSI o NCIS.
Ma ora basta che devo usare una GUI sul mio 16-core per ottenere l'IP di un frame ed entrare nel megaserver della NASA...

mercoledì 9 maggio 2012

Perché la curtura... egliè 'mportante!

Anch'io, come Renzo Bossi, dopo duri minuti di studio, ho ottenuto l'agognata laurea alla prestigiosa Università Krystal di Tirana!


mercoledì 18 aprile 2012

L'ultimo immortale

"Donne, è arrivato l'arrotino!". 

Sabato mattina mi sono svegliato con queste parole nelle orecchie... Era solo un sogno? No, di certo!
Dopo pochi istanti la voce ha proseguito, con tono ancestrale e implacabile...

"Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto" 

Instupidito dal sonno ho pensato: è l'anno di grazia 1984, sono nel letto della mia cameretta a casa dei miei genitori; poi mi sono accorto che avevo la barba, un cellulare appoggiato sul comodino e sono lentamente tornato alla realtà...
.
"Donne è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli..."

 Mi sono alzato e affacciato alla finestra, ma... niente! Non c'era nessuno in strada, solo l'eco di quelle parole immortali...
Ma chi è davvero l'Arrotino? Tempo fa pensavo fosse un signore iperattivo in grado di teletrasportarsi, oppure un indefesso lavoratore con il dono dell'ubiquità, per la sua incredibile capacità di trovarsi in qualsiasi città d'Italia. Col passare degli anni ho iniziato a sospettare che avesse anche raggiunto l'immortalità, poiché decenni di attività non gli avevano segnato né la voce, né l'entusiasmo.

Oggi, raggiunta la maturità, ho finalmente realizzato che non esiste l'Unico Arrotino, forgiato dal Signore dei Coltelli, è solo un mito, come Babbo Natale o l'onestà dei politici.
Dopo varie indagini sono giunto alla conclusione che deve esistere una potentissima Corporazione degli Arrotini, cui chi affila le lame deve necessariamente appartenere, che dopo un lungo apprendistato ti fornisce il Kit del mestiere: Fiat Ritmo beige dell'82 (di cui evidentemente hanno acquistato a suo tempo tutta la produzione a prezzi stracciati, dato che la Ritmo faceva cagare), altoparlanti da montare sul tettuccio e mola da sistemare nel bagagliaio, ma, soprattutto, la Cassetta (non un cd, attenzione!), il mitico supporto audio con incisa la voce che tutti noi conosciamo, che si vocifera essere quella del Primo Arrotino comparso sul pianeta.
Nessuno può esercitare il mestiere senza quel magico Kit, pena una maledizione, che immagino condanni ad una vita di coltelli smussati e spuntati.

Ora che vi ho svelato la vera verità, potete vivere più tranquilli.

lunedì 12 marzo 2012

I consigli dello Zio G. - Dago


Ho scoperto "Dago" grazie a Leonardo, mio ex coinquilino, che era solito lasciarli sul termosifone del bagno come "lettura da cesso". Il termine non è denigratorio: ho letto molti dei libri più belli della mia vita sulla tazza del water!
Io non sono un grande fumettaro, ma, nel corso degli anni, vari amici (un grosso grazie soprattutto a Davide e Fabrizio) hanno tentato di elevarmi dall'abisso di ignoranza in cui versavo, prestandomi volumi di Pazienza, Bilal, Magnus, Moebius, Miller e altri maestri indiscussi. Così ho potuto conoscere e apprezzare il fumetto d'autore. Tuttavia le serie non hanno fatto mai breccia nel mio cuore, se si esclude il buon vecchio Dylan Dog, quasi un must per la mia generazione. Con Dago però è stato amore a prima vista: disegno dettagliato, storie avvincenti, un'ambientazione storica curatissima colpiscono fin da subito. 
Dago è un nobile veneziano del '500, che, scampato miracolosamente al massacro di tutta la famiglia, affronta incredibili vicissitudini per portare a termine la sua vendetta contro gli autori di tale strage. 
Fatto schiavo dagli uomini del pirata Barbarossa, personaggio storico realmente esistito, riesce a riconquistare la libertà, per diventare un cristiano rinnegato al servizio del sultano di Costanitinopoli, ovvero "il giannizzero nero". Negli anni successivi tornerà in Europa incontrando i principali personaggi storici dell'epoca, dal re di Francia, Francesco I, all'imperatore di Spagna, Carlo V, a Nostradamus, Cortez, Benvenuto Cellini e tanti altri. In particolare colpisce la fedeltà della ricostruzione storica, evidente da costumi, armi, architetture e la validità delle sceneggiature di Robin Wood, avvincenti e originali. Storie cupe e spesso crude, come si confà al periodo storico, ma con sprazzi di speranza ed eroismo. 
Esistono sostanzialmente due serie parallele: quella cronologica, con tutta la storia di Dago, riproposta recentemente in ristampa e quella monografica, con episodi autococnlusivi e, secondo me, di minor pregio. La Ristampa è stata disegnata da due disegnatori di scuola sudamericana, uno più bravo dell'altro: Salinas e Gomez, entrambi abilissimi a tratteggiare le tinte fosche dell'epoca con un tratto preciso e dettagliato. La serie monografica denota invece qualche caduta di stile, ma è pur sempre superiore alla media dei fumetti seriali.
I vecchi numeri di Dago si trovano a poco prezzo su internet, e anche sulla bancarelle di libri usati e se amate almeno un pò i fumetti, ve ne consiglio caldamente l'acquisto.Non ve ne pentirete.
Se volete approfondire, questo è un otttimo articolo su Dago:

domenica 4 marzo 2012

Lo sdegno dei media

Ci sono alcuni punti fermi che tutti i media rispettano. Cose di cui si parla bene a prescindere. Un esempio classico sono i paesi stranieri "amici", ma io voglio parlare oggi di esercito e forze dell'ordine.
L'operato dei vari corpi è sempre ineccepiblie agli occhi di tv e giornalisti: accade che si lamentino solo se non si è fatto abbastanza, mai quando è stato fatto decisamente troppo.
Prendiamo due casi di questi giorni: su una petroliera due lagunari uccidono altrettanti pescatori indiani, scambiandoli per pirati, e in Val di Susa un carabiniere non reagisce provocato e insultato pesantemente da un no-tav. Si tratta di due vicende di segno opposto, in una i militari sono i (possibili) colpevoli, nell'altra le vittime.
In tutti gli articoli che ho letto e nei servizi tv riguardanti i marò dal grilletto facile, mai ho letto una nota di biasimo o un accenno alla possibilità che sia un grave errore scambiare un peschereccio per una nave di pirati. Subito lo Stato si è mobilitato per aiutarli con ogni mezzo, diplomatico e non, e i media hanno fatto notare soprattutto la "puntigliosità" delle autorità indiane, che hanno l'assurda pretesa di voler giudicare loro il caso. Sono state prontamente riportate le eroiche dichiarazioni dei due soldati: "Siamo italiani e ci comportiamo come tali", qualunque cosa questo voglia dire. Forse poi hanno messo su l'acqua per gli spaghetti, hanno estratto un mandolino e hanno iniziato a cantare. 
Per quanto riguarda invece il giovane militare sardo che, di fronte ad un altrettanto giovane manifestante che gli dava dell'ovino incapace di pensare e lo offendeva ripetutamente, restava immobile senza reagire, ci si è sperticati in lodi per il suo operato, mentre è stato pesantemente stigmatizzato il comportamento del provocatore, un tipico esempio dei violenti che manifestano contro l'alta velocità. Tutto giustissimo.
Però non ricordo la stessa ondata di sdegno dopo Bolzaneto, la Diaz e gli altri fatti di Genova. In quel caso polizia e carabinieri hanno fatto qualcosa di peggio che insultare, cose che sinceramente hanno fortemente scosso la mia fiducia nelle forze dell'ordine. In quell'occasione i media, colpevolmente, non denunciarono con forza le numerose violazioni dei diritti umani che avvennero al G8, perlopiù sposando sempre la ricostruzione "governativa" dei fatti.
Oggi invece  il filmato del carabiniere viene trasmesso con generosità da tutti i telegiornali, le violenze dei no-tav vengono condannate duramente. 
Non dico non ci siano voci fuori dal coro, siamo ben lungi da non poter esprimere il dissenso. Però la maggior parte della popolazione, che si informa solo coi telegiornali delle reti nazionali e sui grandi quotidiani, sviluppa una visione distorta delle ragioni e dei torti, delle colpe e delle responsabilità. Non dimentichiamoci che sia gli appartenenti alle forze dell'ordine, sia chi gli si contrappone, sono uomini e come tali possono sbagliare. Chi entra in polizia, e anche chi ce lo fa entrare, selezionandolo, devono essere consapevoli che non sta andando a fare il pasticcere, ma un lavoro che richiede nervi saldi e capacità di valutare freddamente. Il non reagire alle provocazioni verbali fa parte del suo lavoro, esattamente come cuocere le paste a modino fa parte di quello di pasticcere. Chiunque abbia lavorato al pubblico sa che, dato che il cliente ha sempre ragione, è normale ingoiare merda quando invece vorresti rispondere per le rime, o anche allungare un cartone. Inoltre le forze dell'ordine sono pagate (forse poco, ma di certo più di me che di ore ne lavoro quanto loro), coi soldi pubblici, ergo un pò da tutti e oltre allo stipendio, godono di discreti side benefits di cui non si parla mai, tipo ingressi gratis e sconti un pò ovunque o il rispetto che comunque è accordato a chi porta una divisa. Ce anche chi se ne approfitta, ma lasciamo perdere.
Mi sono lasciato prendere da un pò di polemica verso i tutori della legge, con i quali le mie esperienze non sono state brillantissime in passato, quando invece volevo fa polemica coi giornalisti...
Ma tanto è il mio blog, no? 
Potrò scriverci il cazzo che mi pare!

lunedì 30 gennaio 2012

I consigli dello Zio G. - Bill Hicks & George Carlin

Scommetto che non li avete mai sentiti nominare, vero? Neanche io, fino a pochi mesi fa.
Si tratta di due impareggibili comici americani, purtroppo entrambi scomparsi. Ne sono venuto a conoscenza quando ho scoperto che uno dei miei comici preferiti, Luttazzi, aveva (ahimé) copiato da loro molte battute, se non interi monologhi. Ho fatto poi qualche ricerca su Google e su Youtube e ho trovato tantissimi sketch e parti di spettacoli, molti sottotitolati in italiano.
Li accomuna un'irriverenza travolgente, il trattare temi considerati tabù, come droghe e religione, l'uso costruttivo di volgarità e parolacce e un punto di vista molto critico sulla società americana e occidentale in genere.
Sono due geni o io me ne sono subito innamorato!

Ecco qualche esempio (sottotitolato):
George Carlin e i dieci comandamenti
George Carlin - Pubblicità
Bill Hicks - Legalizzare la marijuana
Bill Hicks - Fondamentalisti cristiani e dinosauri

Alla prossima!

I consigli dello Zio G.

Anch'io mi fregio, come tutti, di poter dar buoni consigli. Ma fortunatamente sono ancora sufficientemente giovane per poter dare anche il cattivo esempio, come Faber insegna...
Quindi nel tentativo di fare entrambe le cose dirò la mia su un qualcosa che mi è piaciuto, sia esso un film, un libro o un posto da vedere.
I miei giudizi sono estremamente personali, quindi nessuno si lamenti se si fida di essi e poi non li condivide!

lunedì 9 gennaio 2012

Il monologo del cattivo (ovvero gli stereotipi nei film americani): le origini

Tutti hanno visto centinaia di film made in USA, e ognuno si sarà reso conto che al 95% traboccano di stereotipi, luoghi comuni, situazioni o episodi ripetuti all'infinito.Sembra che esista una potentissima Chiesa degli Sceneggiatori, dotata di regole e comandamenti rigidi e immutabili, la quale impone dei cliché da non infrangere mai, pena il rogo della pellicola...

Una breve storia

L'origine degli stereotipi nelle produzioni americane risale all'età dell'oro del cinema, allorché il primo sceneggiatore introdusse la gag comica della scivolata sulla buccia di banana, segnando inesorabilmente la storia dei film negli USA. Da allora una serie di dogmi e altri elementi ricorrenti si è affermata ed estesa a tutti i generi, anche se ne sono particolarmente afflitti film d'azione, horror e teen-comedies. Al giorno d'oggi nessuno si sogna più di cambiarli non importa quanto assurdi se esaminati con un minimo d'attenzione.
L'americano medio non è particolarmente brillante,  il che rende per lui rassicurante ritrovare all'infinito gli stessi gesti e situazioni. Se deve invece riflettere su un elemento nuovo e diverso, che so un protagonista che chiude a chiave l'auto dopo averla parcheggiata, il suo cervello rischia di andare in tilt per eccesso di  informazioni.
Questa ortodossia venne messa in crisi verso la fine degli anni '60, quando alcuni cineasti eretici tentarono di introdurre elementi pericolosi come originalità e logica nei loro film.
Nel decennio successivo sembrava che gli stereotipi più stupidi stessero per sparire travolti da una ventata di anticonformismo, ma nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo: l'arrivo degli ANNI '80!
La restaurazione fu violenta e brutale, una sorta di Congresso di Vienna cinematografico.
La Chiesa Unificata degli Sceneggiatori (CUS) prese il sopravvento e più nessuno poteva sfuggire ai suoi rigidi princìpi: le major imposero che ogni macchina colpita da un proiettile o anche semplicemente incidentata dovesse esplodere, che le pistole avessero proiettili infiniti, che solo gruppi di teen-ager mentecatti potessero essere protagonisti di un horror. Nessuno ebbe più il coraggio di opporsi e nacque la moda dei sequel per ridurre ancora la fatica mentale per lo spettatore: invece di dover comprendere nuove trame e personaggi, si ripropongono gli stessi, si aggiunge un attore o due, qualche effetto speciale in più e un numero n  in fondo al titolo. Esigenze politiche imponevano i russi come cattivi, eroi WASP senza macchia e senza paura e un negro politicamente corretto, ma ahimè destinato a morire per primo. La CUS assoggettava ormai il 99% delle nuoveproduzioni.
Negli anni '90 la caduta del muro di Berlino e l'avvento di nuove generazioni di registi e sceneggiatori hanno intaccato lo strapotere della CUS, che non ha avuto più un controllo completo. La reazione però c'è stata: nuovi stereotipi si sono aggiunti e alcuni nuovi di pacca hanno sostituito quelli più obsoleti, ad esempio il mediorientale ha preso il posto del russo come cattivo e l'arrivo di Internet ha introdotto decine di nuovi clichés.
Al giorno d'oggi la situazione è migliore di 20-30 anni fa, ma è un dato inoppugnabile che i film più visti negli Stati Uniti debbano contenere una buona dose di stereotipi: un film come "Avatar" è un vero manifesto in questo senso, e gli dedicherò un post più avanti.
Per ora è tutto, à la prochaine.

martedì 3 gennaio 2012

Bufale senza mozzarelle...

Il Web è pieno di informazioni, ma non sempre è facile distinguere ciò che è vero, o almeno probabile e le "bufale", frutto della fantasia di qualche mente (a volte malata).

Esiste tutto un popolo di boccaloni che si beve quasi tutto quello che gli viene propinato, soprattutto se fa leva su qualche sentimento "basso", sulla demagogia spiccia o sul sensazionalismo da rivista di gossip. Per esempio, è naturalmente vero che i parlamentari italiani abbiano lo stipendio più alto d'Europa, ma questo non è un buon motivo per annunciare OGNI SETTIMANA che hanno votato all'unanimità per alzarselo!
Questi boccaloni poi si prendono la briga di spammare la notizia falsa alla loro intera rubrica, con evidente fastidio di chi riceve per la 43esima volta una foto di un "alieno" o un appello a stare attenti a un virus che oltre a far esplodere il computer, ti fa litigare con la moglie e ti tira un calcio nelle palle!
Di solito le bufale si distinguono perché hanno una collocazione atemporale e ubiquitaria, nel senso che quasi mai è indicata né una data, né un luogo, e quasi sempre non si cita neppure la fonte.
Prima le bufale comparivano solo per e-mail, ora grazie ai social network, vengono baldanzosamente spiattellate sulle bacheche...
Esiste un ottimo blog che conosco da tempo e che smaschera molte di queste bufale: consultarlo evita parecchie brutte figure.

http://attivissimo.blogspot.com/p/indice-delle-indagini-antibufala.html

Hola!

Sulle leggende metropolitane...

Le leggende metropolitane hanno sempre esercitato un fascino enorme sul sottoscritto, che si stupisce ogni volta di come racconti di fantasia, vecchi anche di decenni, vengano riproposti come verità rivelate da amici, conoscenti, o addirittura giornali e televisioni. L'incarnazione più recente del fenomeno è costituita dalle mail-bufala, narranti ad esempio di gatti allevati dentro bottiglie come i modellini di navi (!?!), oppure dalle ipotesi complottiste più balzane e inverosimili, che vedono cospirazioni o misteri degni di un gioco di ruolo in qualsiasi vicenda o fenomeno dei giorni nostri.

La cosa più incredibile è come persone ritenute intelligenti possano crederci e magari difenderne l'autenticità a spada tratta! Tutto ciò merita un'indagine più approfondita...
Per ora parlerò dalle più tradizionali urban legends, episodi o "fatti" che sento raccontare fin da quando sono alle elementari, come quelle citate da Elio e le sue Storie Tese nella canzone-capolavoro Mio cuggino.
La maggior parte di queste leggende sono note a tutti: chi non ha mai sentito parlare dei reni rubati o delle scritte sugli specchi riguardanti l'AIDS, sempre dopo bagordi in discoteca? O ancora di giovinette ricoverate per aver ingerito eccessive quantità di liquido seminale dopo feste di compleanno piuttosto disinibite? Il bello è che i media, o almeno quelli poco seri, sono inclini a ripresentare ciclicamente questi racconti come veri e documentati: mi è capitato di leggere su "La Nazione" un articolo riguardante la pompinara di cui sopra, peccato che avessi sentito quella storia già varie volte, con pochissime varianti riguardanti il luogo o l'età della fantomatica zoccola! Ce ne sono moltissime per lo più troppo belle per essere vere! Il problema è che non sono affatto impossibili e spesso la realtà supera di svariate lunghezze la fantasia. Basta vedere gli annuali Darwin Awards per rendersi conto che la razionalità non è una caratteristica comune a tutta l'umanità...
Ovviamente il fatto che siano plausibili non le rende automaticamente vere, ma alla gente piace credere che lo siano. Con tutta probabilità qualcosa di vero c'è in qualsiasi leggenda metropolitana, l'importante è capire che si tratta appunto di una leggenda, che, per definizione è una mitizzazione di fatti reali. Non è poi difficile riconoscere una LM, dopotutto. Spesso sono racconti piuttosto vaghi, con tempi e luoghi indefiniti, situazioni estreme e finali a effetto, talvolta con una spruzzata di paranormale.
 Le LM ci hanno accompagnato fin da quando siamo piccoli, ma adesso, grazie a Internet, possono avere una diffusione rapida e planetaria. La loro nascita, diffusione ed evoluzione sarà l'oggetto di futuri post...