venerdì 22 giugno 2012

Il monologo del cattivo 1: i computer di Hollywood

Per deformazione professionale ho deciso di iniziare la serie dei post sugli stereotipi dei film made in USA con l'originale visione che registi e sceneggiatori di Hollywood hanno delle moderne tecnologie informatiche e di come essa venga implementata nelle loro cagate produzioni cinematografiche.
Abituati come siamo a digerire qualsiasi stronzata ci propinino in tali film, in pochi si soffermano sulla assoluta e incredibile assenza di realismo nell'uso dei computer sul grande schermo.
Viene da pensare che in California, forse per la presenza della Silicon Valley e delle sedi dei principali produttori di hardware e software, abbiano dei computer PROFONDAMENTE DIFFERENTI da quelli venduti a noi disgraziati cugini d'oltreoceano...
Ecco un elenco di queste differenze:
  1. Il tempo d'avvio dei sistemi operativi di qualsiasi computer è inferiore ai 5 secondi, mentre nella realtà l'utente medio ha tempo di farsi un caffé, prima che il maledetto logo di Windows decida di sparire dallo schermo! 
  2. Il mouse è uno strumento del tutto inutile: tutti usano la tastiera a velocità supersoniche senza neppure bisogno di guardarla, apparendo come gibboni indemoniati o dattilografe sotto anfetamine.
  3. I caratteri sullo schermo sono per default di almeno 40 punti, facendo sospettare gravi insufficenze visive dei personaggi.
  4. Non esiste alcuna incompatibilità tra sistemi operativi, software e hardware, tanto che è possibile caricare un virus in un'astronave madre aliena con una penna USB (Independence day). Scusate, errore mio, USB sta per UNIVERSAL serial bus, giusto?
  5. Un hacker è in grado, in pochi minuti di compiere azioni come: trasferire fondi per 10 milioni di dollari (Codice Swordfish), far saltare per aria qualsiasi cosa (l'ultimo Die Hard, anche se è risaputo che nei film di Bruce Willis le cose tendono a saltare per aria spontaneamente o al minimo innesco, ma di questo parlerò in un'altra occasione), trasformare una programmatrice in prostituta (The net), controllare i missili nucleari di una nazione (Wargames), oppure tutte le telecamere e i semafori di una città (vari film, tra cui il già citato Die Hard )
  6. Gli schermi dei computer sono potentissimi, tanto da illuminare con la loro immagine riflessa le facce di chi li usa
  7. Le password sono sempre parole semplici, da vocabolario, si possono fare infiniti tentativi, e solitamente si ottengono guardandosi intorno nella stanza alla ricerca di indizi
Gli esempi sono infiniti, con uso di linguaggio tecnico a sproposito, stereotipi sugli hackers e su chi si intende di computer in generale e chi più ne ha più ne metta. Particolarmente gravi alcune serie poliziesche come CSI o NCIS.
Ma ora basta che devo usare una GUI sul mio 16-core per ottenere l'IP di un frame ed entrare nel megaserver della NASA...