Non ho mai detto che avrei avuto la costanza di tenere un blog aggiornato, e infatti non mi sono smentito.
In quest'epoca dominata da social network veloci come Facebook, o addirittura velocissimi, come il sincopato Twitter, non è facile prendersi la briga di scrivere un pò più a lungo, per essere letto da, diciamolo, quasi nessuno. E' vero che avevo affermato che questo blog lo scrivevo per me e bla-bla-bla, ma in realtà a tutti fa piacere un qualche riscontro, se non altro come sprone a continuare.
Qualche complimento l'ho anche ricevuto, ma se te li fanno tua mamma o il tuo migliore amico ci fai inevitabilmente la tara.
Ma non cerco scuse, sono io che non lo pubblicizzo (per scelta) e sono sempre io che ci scrivo pochissimo. Senza sottovalutare il fatto che la mia prosa non è certo da Nobel per la letteratura e che gli argomenti trattati non sono del massimo interesse generale.
Questo è l'ennesimo tentativo di dare un pò più di continuità al blog. In realtà basterebbero un post o due al mese. Dovrei però adottare una forma mentis diversa: se ho qualcosa da condividere dovrei pensare a questo povero blog moribondo, respingendo le accattivanti sirene del post faccialibresco o della chat su Whatsapp.
Eppure potrei parlare di tante cose, come libri che ho letto, film visti, episodi divertenti capitati o anche, come forse capita più spesso, sfoghi o riflessioni sulla società e la vita politica.
Bah, vedremo.
Comincerò da una recensione.