domenica 4 marzo 2012

Lo sdegno dei media

Ci sono alcuni punti fermi che tutti i media rispettano. Cose di cui si parla bene a prescindere. Un esempio classico sono i paesi stranieri "amici", ma io voglio parlare oggi di esercito e forze dell'ordine.
L'operato dei vari corpi è sempre ineccepiblie agli occhi di tv e giornalisti: accade che si lamentino solo se non si è fatto abbastanza, mai quando è stato fatto decisamente troppo.
Prendiamo due casi di questi giorni: su una petroliera due lagunari uccidono altrettanti pescatori indiani, scambiandoli per pirati, e in Val di Susa un carabiniere non reagisce provocato e insultato pesantemente da un no-tav. Si tratta di due vicende di segno opposto, in una i militari sono i (possibili) colpevoli, nell'altra le vittime.
In tutti gli articoli che ho letto e nei servizi tv riguardanti i marò dal grilletto facile, mai ho letto una nota di biasimo o un accenno alla possibilità che sia un grave errore scambiare un peschereccio per una nave di pirati. Subito lo Stato si è mobilitato per aiutarli con ogni mezzo, diplomatico e non, e i media hanno fatto notare soprattutto la "puntigliosità" delle autorità indiane, che hanno l'assurda pretesa di voler giudicare loro il caso. Sono state prontamente riportate le eroiche dichiarazioni dei due soldati: "Siamo italiani e ci comportiamo come tali", qualunque cosa questo voglia dire. Forse poi hanno messo su l'acqua per gli spaghetti, hanno estratto un mandolino e hanno iniziato a cantare. 
Per quanto riguarda invece il giovane militare sardo che, di fronte ad un altrettanto giovane manifestante che gli dava dell'ovino incapace di pensare e lo offendeva ripetutamente, restava immobile senza reagire, ci si è sperticati in lodi per il suo operato, mentre è stato pesantemente stigmatizzato il comportamento del provocatore, un tipico esempio dei violenti che manifestano contro l'alta velocità. Tutto giustissimo.
Però non ricordo la stessa ondata di sdegno dopo Bolzaneto, la Diaz e gli altri fatti di Genova. In quel caso polizia e carabinieri hanno fatto qualcosa di peggio che insultare, cose che sinceramente hanno fortemente scosso la mia fiducia nelle forze dell'ordine. In quell'occasione i media, colpevolmente, non denunciarono con forza le numerose violazioni dei diritti umani che avvennero al G8, perlopiù sposando sempre la ricostruzione "governativa" dei fatti.
Oggi invece  il filmato del carabiniere viene trasmesso con generosità da tutti i telegiornali, le violenze dei no-tav vengono condannate duramente. 
Non dico non ci siano voci fuori dal coro, siamo ben lungi da non poter esprimere il dissenso. Però la maggior parte della popolazione, che si informa solo coi telegiornali delle reti nazionali e sui grandi quotidiani, sviluppa una visione distorta delle ragioni e dei torti, delle colpe e delle responsabilità. Non dimentichiamoci che sia gli appartenenti alle forze dell'ordine, sia chi gli si contrappone, sono uomini e come tali possono sbagliare. Chi entra in polizia, e anche chi ce lo fa entrare, selezionandolo, devono essere consapevoli che non sta andando a fare il pasticcere, ma un lavoro che richiede nervi saldi e capacità di valutare freddamente. Il non reagire alle provocazioni verbali fa parte del suo lavoro, esattamente come cuocere le paste a modino fa parte di quello di pasticcere. Chiunque abbia lavorato al pubblico sa che, dato che il cliente ha sempre ragione, è normale ingoiare merda quando invece vorresti rispondere per le rime, o anche allungare un cartone. Inoltre le forze dell'ordine sono pagate (forse poco, ma di certo più di me che di ore ne lavoro quanto loro), coi soldi pubblici, ergo un pò da tutti e oltre allo stipendio, godono di discreti side benefits di cui non si parla mai, tipo ingressi gratis e sconti un pò ovunque o il rispetto che comunque è accordato a chi porta una divisa. Ce anche chi se ne approfitta, ma lasciamo perdere.
Mi sono lasciato prendere da un pò di polemica verso i tutori della legge, con i quali le mie esperienze non sono state brillantissime in passato, quando invece volevo fa polemica coi giornalisti...
Ma tanto è il mio blog, no? 
Potrò scriverci il cazzo che mi pare!

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