lunedì 30 gennaio 2012

I consigli dello Zio G.

Anch'io mi fregio, come tutti, di poter dar buoni consigli. Ma fortunatamente sono ancora sufficientemente giovane per poter dare anche il cattivo esempio, come Faber insegna...
Quindi nel tentativo di fare entrambe le cose dirò la mia su un qualcosa che mi è piaciuto, sia esso un film, un libro o un posto da vedere.
I miei giudizi sono estremamente personali, quindi nessuno si lamenti se si fida di essi e poi non li condivide!

lunedì 9 gennaio 2012

Il monologo del cattivo (ovvero gli stereotipi nei film americani): le origini

Tutti hanno visto centinaia di film made in USA, e ognuno si sarà reso conto che al 95% traboccano di stereotipi, luoghi comuni, situazioni o episodi ripetuti all'infinito.Sembra che esista una potentissima Chiesa degli Sceneggiatori, dotata di regole e comandamenti rigidi e immutabili, la quale impone dei cliché da non infrangere mai, pena il rogo della pellicola...

Una breve storia

L'origine degli stereotipi nelle produzioni americane risale all'età dell'oro del cinema, allorché il primo sceneggiatore introdusse la gag comica della scivolata sulla buccia di banana, segnando inesorabilmente la storia dei film negli USA. Da allora una serie di dogmi e altri elementi ricorrenti si è affermata ed estesa a tutti i generi, anche se ne sono particolarmente afflitti film d'azione, horror e teen-comedies. Al giorno d'oggi nessuno si sogna più di cambiarli non importa quanto assurdi se esaminati con un minimo d'attenzione.
L'americano medio non è particolarmente brillante,  il che rende per lui rassicurante ritrovare all'infinito gli stessi gesti e situazioni. Se deve invece riflettere su un elemento nuovo e diverso, che so un protagonista che chiude a chiave l'auto dopo averla parcheggiata, il suo cervello rischia di andare in tilt per eccesso di  informazioni.
Questa ortodossia venne messa in crisi verso la fine degli anni '60, quando alcuni cineasti eretici tentarono di introdurre elementi pericolosi come originalità e logica nei loro film.
Nel decennio successivo sembrava che gli stereotipi più stupidi stessero per sparire travolti da una ventata di anticonformismo, ma nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo: l'arrivo degli ANNI '80!
La restaurazione fu violenta e brutale, una sorta di Congresso di Vienna cinematografico.
La Chiesa Unificata degli Sceneggiatori (CUS) prese il sopravvento e più nessuno poteva sfuggire ai suoi rigidi princìpi: le major imposero che ogni macchina colpita da un proiettile o anche semplicemente incidentata dovesse esplodere, che le pistole avessero proiettili infiniti, che solo gruppi di teen-ager mentecatti potessero essere protagonisti di un horror. Nessuno ebbe più il coraggio di opporsi e nacque la moda dei sequel per ridurre ancora la fatica mentale per lo spettatore: invece di dover comprendere nuove trame e personaggi, si ripropongono gli stessi, si aggiunge un attore o due, qualche effetto speciale in più e un numero n  in fondo al titolo. Esigenze politiche imponevano i russi come cattivi, eroi WASP senza macchia e senza paura e un negro politicamente corretto, ma ahimè destinato a morire per primo. La CUS assoggettava ormai il 99% delle nuoveproduzioni.
Negli anni '90 la caduta del muro di Berlino e l'avvento di nuove generazioni di registi e sceneggiatori hanno intaccato lo strapotere della CUS, che non ha avuto più un controllo completo. La reazione però c'è stata: nuovi stereotipi si sono aggiunti e alcuni nuovi di pacca hanno sostituito quelli più obsoleti, ad esempio il mediorientale ha preso il posto del russo come cattivo e l'arrivo di Internet ha introdotto decine di nuovi clichés.
Al giorno d'oggi la situazione è migliore di 20-30 anni fa, ma è un dato inoppugnabile che i film più visti negli Stati Uniti debbano contenere una buona dose di stereotipi: un film come "Avatar" è un vero manifesto in questo senso, e gli dedicherò un post più avanti.
Per ora è tutto, à la prochaine.

martedì 3 gennaio 2012

Bufale senza mozzarelle...

Il Web è pieno di informazioni, ma non sempre è facile distinguere ciò che è vero, o almeno probabile e le "bufale", frutto della fantasia di qualche mente (a volte malata).

Esiste tutto un popolo di boccaloni che si beve quasi tutto quello che gli viene propinato, soprattutto se fa leva su qualche sentimento "basso", sulla demagogia spiccia o sul sensazionalismo da rivista di gossip. Per esempio, è naturalmente vero che i parlamentari italiani abbiano lo stipendio più alto d'Europa, ma questo non è un buon motivo per annunciare OGNI SETTIMANA che hanno votato all'unanimità per alzarselo!
Questi boccaloni poi si prendono la briga di spammare la notizia falsa alla loro intera rubrica, con evidente fastidio di chi riceve per la 43esima volta una foto di un "alieno" o un appello a stare attenti a un virus che oltre a far esplodere il computer, ti fa litigare con la moglie e ti tira un calcio nelle palle!
Di solito le bufale si distinguono perché hanno una collocazione atemporale e ubiquitaria, nel senso che quasi mai è indicata né una data, né un luogo, e quasi sempre non si cita neppure la fonte.
Prima le bufale comparivano solo per e-mail, ora grazie ai social network, vengono baldanzosamente spiattellate sulle bacheche...
Esiste un ottimo blog che conosco da tempo e che smaschera molte di queste bufale: consultarlo evita parecchie brutte figure.

http://attivissimo.blogspot.com/p/indice-delle-indagini-antibufala.html

Hola!

Sulle leggende metropolitane...

Le leggende metropolitane hanno sempre esercitato un fascino enorme sul sottoscritto, che si stupisce ogni volta di come racconti di fantasia, vecchi anche di decenni, vengano riproposti come verità rivelate da amici, conoscenti, o addirittura giornali e televisioni. L'incarnazione più recente del fenomeno è costituita dalle mail-bufala, narranti ad esempio di gatti allevati dentro bottiglie come i modellini di navi (!?!), oppure dalle ipotesi complottiste più balzane e inverosimili, che vedono cospirazioni o misteri degni di un gioco di ruolo in qualsiasi vicenda o fenomeno dei giorni nostri.

La cosa più incredibile è come persone ritenute intelligenti possano crederci e magari difenderne l'autenticità a spada tratta! Tutto ciò merita un'indagine più approfondita...
Per ora parlerò dalle più tradizionali urban legends, episodi o "fatti" che sento raccontare fin da quando sono alle elementari, come quelle citate da Elio e le sue Storie Tese nella canzone-capolavoro Mio cuggino.
La maggior parte di queste leggende sono note a tutti: chi non ha mai sentito parlare dei reni rubati o delle scritte sugli specchi riguardanti l'AIDS, sempre dopo bagordi in discoteca? O ancora di giovinette ricoverate per aver ingerito eccessive quantità di liquido seminale dopo feste di compleanno piuttosto disinibite? Il bello è che i media, o almeno quelli poco seri, sono inclini a ripresentare ciclicamente questi racconti come veri e documentati: mi è capitato di leggere su "La Nazione" un articolo riguardante la pompinara di cui sopra, peccato che avessi sentito quella storia già varie volte, con pochissime varianti riguardanti il luogo o l'età della fantomatica zoccola! Ce ne sono moltissime per lo più troppo belle per essere vere! Il problema è che non sono affatto impossibili e spesso la realtà supera di svariate lunghezze la fantasia. Basta vedere gli annuali Darwin Awards per rendersi conto che la razionalità non è una caratteristica comune a tutta l'umanità...
Ovviamente il fatto che siano plausibili non le rende automaticamente vere, ma alla gente piace credere che lo siano. Con tutta probabilità qualcosa di vero c'è in qualsiasi leggenda metropolitana, l'importante è capire che si tratta appunto di una leggenda, che, per definizione è una mitizzazione di fatti reali. Non è poi difficile riconoscere una LM, dopotutto. Spesso sono racconti piuttosto vaghi, con tempi e luoghi indefiniti, situazioni estreme e finali a effetto, talvolta con una spruzzata di paranormale.
 Le LM ci hanno accompagnato fin da quando siamo piccoli, ma adesso, grazie a Internet, possono avere una diffusione rapida e planetaria. La loro nascita, diffusione ed evoluzione sarà l'oggetto di futuri post...

martedì 11 ottobre 2011

Le leggende metropolitane 1: Droga ai bambini

Vi siete mai soffermati a pensare quanto è sciocca la credenza secondo la quale esistono spacciatori che regalano la droga ai bambini fuori dalle scuole?
Una volta diventati tossicodipendenti con cosa la pagano, biglie e figurine?

Ri-Rettifica: no, no è proprio una merda!

Il sito ha riaperto i battenti, e pareva pace fosse stata fatta, ma il nostro amico, non pago della già discreta figura escrementizia, ribadisce sulla sua pagina FB e, di rimbalzo, sulla stampa nazionale (http://www3.lastampa.it/spettacoli/sezioni/articolo/lstp/424195/) le sue idee libertarie:


Cari i miei “brufolosi e ignoranti ragazzini”, fatevene una ragione.
Non è della mia reputazione o della mia immagine che si tratta.
Sapete quanto me ne frega?
Se avete passato il limite della diffamazione ne dovrete rispondere ai miei avvocati e in sede legale.
È inutile che vi arrampichiate sugli specchi.
Dovete prendervi la “responsabilità” di quello che avete fatto. 


Vien via, hai fatto per 60 anni il cazzo che ti è parso e ti è sempre stato perdonato tutto e ora fai il Moralizzatore con il ditino alzato? Se non ti frega della tua immagine, allora non rompere le palle! Nonciclopedia non incita né alla violenza, né al razzismo od altro, fa una satira che può essere anche di cattivo gusto, ma tanto per citare un'abusata massima di Voltaire "non sono d'accordo con ciò che dici, ma mi batterò fino alla morte perché tu lo possa dire"! Inoltre tutti possono scrivere la loro o segnalare contenuti inappropriati.
E poi TU NON SEI Anna Frank, ammesso che su di lei non si possa scherzare.
Di certo si può scherzare SU DI TE!
 

mercoledì 5 ottobre 2011

Rettifica!

Quando ci vuole ci vuole: è di oggi la notizia che tra Nonciclopedia e il Blasco è pace fatta, grazie ad una marcia indietro di quest'ultimo! Il mio post era stato un pò pesante, ma appropriato al momento...
Oggi invece esprimo il mio apprezzamento per CHI SA CAMBIARE IDEA, come ha fatto Vasco Rossi!
Pollice su per il vecchio drogato! :-)