venerdì 2 agosto 2013

Il vero problema

Mi hanno chiesto: ma tu che sei sempre stato dichiaratamente anti-berlusconiano, perché non gioisci della condanna definitiva del Cavaliere in appello? Sono 4 anni per frode fiscale, non stappi lo spumante?
E' semplice: il problema non è, o almeno non è più, B., ma la gente che continua e continuerà sempre a sostenerlo, contro tutti e a dispetto di tutto, sfidando imperterrita la logica e il buon senso. E' la mentalità e il modo di pensare che ormai si sono radicati in milioni di italiani.
Tutto ciò non cambierà a causa di una sentenza, tutto ciò perdurerà per anni. 
Con le trasmissioni televisive di merda che ci sono state propinate e che continueranno a esistere. Attraverso il sistema clientelare di favori e la corruzione sistematica. 
Nell'idea che si può usare il denaro per risolvere ogni problema, comprare tutto e tutti. 
Nella mente di tanti giovani che pensano che la bellezza sia un merito e un valore, da sfruttare senza riguardo per niente e nessuno per i più furbi, causa di sfruttamento da parte degli altri per i soggetti più deboli. 
Con la convinzione che stare dalla parte del potente convenga sempre, ignorando l'etica e le convinzioni personali, fino a generare un'intera generazione di giornalisti zerbino, oppure troppo pavidi per dire ciò che pensano.
Tutto ciò non sparirà presto: la carriera e il successo di gente senza talento, competenza o esperienza sono lì a dimostrare che studiare è inutile e tutto sommato lo è anche impegnarsi in attività che non hanno un ritorno in termini economici o di immagine.
Inoltre chi ha votato B. fino ad oggi, continuerà a farlo: come ha detto il mio amico Luca, hanno deciso che era innocente 10 o 20 anni fa. Nemmeno una dozzina di condanne definitive o il sorprenderlo mentre  abusa di un bambino in mezzo a una piazza, allo stesso tempo pippando coca e strozzando un gattino, potrebbe far cambiar loro idea.
Lo spumante lo stapperò quando sarà finito il berlusconismo.
Mi sa che ho parecchio da aspettare.

martedì 16 luglio 2013

La m***a del giorno 8: edizione animali

Oggi 2 soli indizi:

- ama il verde
- è una bestia che paragona ministri della repubblica ad altri animali

Ogni altro commento è superfluo...

lunedì 22 aprile 2013

Un momento di raccoglimento

Rieccomi ancora, stavolta in un'occasione davvero triste: si svolge oggi il funerale di un protagonista della vita politica italiana.
Per mantenere la privacy lo chiamerò con le sole iniziali, P.D.
P.D. è venuto a mancare venerdì 12, in tarda mattinata, nonostante l'affetto di milioni di persone (quasi 9).
I genitori, il signor D.S. e la signora Margherita, erano già defunti alcuni anni fa: è stata così loro risparmiata la morte del giovane figlio.
I maligni affermano che  P.D. fosse in realtà il frutto non voluto di un unione fugace e maldestra, e che se fosse stato vivo nonno P.C., morto alla fine degli anni '80, non sarebbe potuta avvenire.
La causa della morte sono risultate essere lesioni interne di imprecisata natura, comunque sopravvenute dopo lunga agonia. I tessuti di P.D. sono risultati inoltre estremamente vecchi e logori, nonostante la giovane età. Infine, alcuni antichi carcinomi non erano stati definitivamente espulsi. Pare che proprio questi abbiano causato il collasso finale insieme al venir meno della voglia di vivere.
Eppure, solo poche ore prima, P.D. era stato visto in apparente gran forma in un cinema della capitale, e non ci spiega come dopo poche ore fosse già agonizzante. I medici sostengono che non avesse preso la medicina più indicata, la rodotina, mentre altri dicono che l'hanno ucciso le cattive compagnie, in particolare un misterioso personaggio, noto nell'ambiente come l'Iguana, o il Coccodrillo o qualcosa del genere.
In ogni caso, tutti concordano che la dipartita di P.D. fosse solo una questione di tempo...

giovedì 28 febbraio 2013

Un silenzio assordante...

Tutti si chiedevano: ma dov'è finito l'Amico G.?
Perché non ci illumina coi suoi lazzi e consigli?
E' morto/emigrato su Urano/ha perso entrambe le braccia?
No, cari amici.
E' la responsabilità di fronte agli Italiani che mi ha spinto al silenzio.
Così mi sono astenuto da nuovi post durante la campagna elettorale: non volevo dirottare troppi voti con le mie considerazioni su questo blog, né violare la par condicio, di cui sono indefesso sostenitore.
Ma ora, finalmente, posso ritornare a sparar cazzate!
Come forse i più acuti dei miei lettori avranno immaginato, NON SONO PARTICOLARMENTE SODDISFATTO DEI RISULTATI ELETTORALI.
Analizziamo la questione in termini medici, dato che nessuno potrà negare che il Paese è gravemente indisposto.
A parte i malati cronici endemici, nuovamente ipnotizzati dal mago di Arcore, gente senza speranza di redenzione che mi fa dubitare del concetto stesso di suffragio universale, sono apparsi nuovi malati, colpiti da un'infezione acuta: la grillite.
Essa si manifesta in varie forme, di gravità variabile.
Alcuni sono portatori sani, in una forma che può persino giovare all'organismo, tonificandolo e allontanandolo da altre patologie incurabili come la nanite compulsiva di cui sopra.
Altri invece sono afflitti dalla malattia vera e propria che provoca sintomi ed effetti via via sempre più gravi, se non curati in tempo, ovvero:
- progressiva sordità, che impedisce di ascoltare e comprendere chi ti parla
- distacco dalla realtà, con concezioni fantasiose o personali di quelli che sono dati di fatto
- coprolalia, che obbliga ad utilizzare un linguaggio volgare e sgrammaticato
- idrofobia, con aggressività e aumento della salivazione
- megalomania (detta anche sindrome del noi siamo ganzi, voi siete stronzi)
- disturbi ossessivi/compulsivi, che impongono di ripetere sempre le solite cose e non rispondere mai a tono
- crassa ignoranza
Se vi capita di incontrare gente con questi sintomi, probabilmente non riuscirete a rapportarvi con loro con le normali categorie logiche, dovrete per forza semplificare i concetti, ripeterli più volte e sperare che nel frattempo non aggravino di nuovo l'infezione frequentando un certo blog, che è anche l'originale incubatore del virus.
Se invece notate in qualcuno autolesionismo, incapacità di cambiare e di affermarsi, fiducia malriposta, idealismo donchisciottiano e paura di vincere, allora non dovrete preoccuparvi. Sono affetti da un'ulteriore patologia, praticamente innocua e già in via di estinzione: la piddite. Non occorre fare nulla, costoro non sono pericolosi per gli altri, solo per se stessi, e la malattia tende a sparire da sola o, in una minoranza di casi, a cronicizzarsi senza danni ulteriori.

giovedì 17 gennaio 2013

One nation under god

Per la prima volta mi occupo di uno dei miei cavalli di battaglia: gli Stati Uniti d'America.
Chi mi conosce sa che non amo particolarmente quel paese e ancor meno i suoi abitanti. Generalizzando in maniera forse ingenerosa, li ritengo piuttosto ottusi, sicuramente ignoranti, con un'eccessiva considerazione di sé stessi, spesso arroganti e incredibilmente bigotti.
Mi volevo soffermare in particolare su quest'ultimo aspetto.
Gli USA sono il paese del cosiddetto primo mondo con il maggior numero di credenti e, ahimè, anche con la maggior percentuale di sostenitori del creazionismo, gente che nega l'evoluzionismo darwiniano.
Io pensavo che ciò fosse dovuto soprattutto alle vicende della nascita di quella grande nazione, in particolare al fatto che molti dei primi coloni erano Puritani o comunque vittime di persecuzioni religiose in Europa, ma la realtà è diversa.
Navigando in rete e leggendo qua e là, sono rimasto stupito da molte frasi o dichiarazioni attribuite ai cosiddetti "padri fondatori", personaggi di spicco della rivoluzione americana che poi hanno partecipato  alla redazione della Costituzione, e per i quali negli USA c'è un sincero e, direi, meritato rispetto.
Partiamo ad esempio da Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti. Frasi come "Metti in discussione con coraggio anche l'esistenza di Dio, perché, se ce n'è uno, approverebbe di più l'omaggio della ragione, piuttosto che la paura cieca" o "I nostri diritti civili non dipendono dalle opinioni in materia di religione, non più che dalle nostre opionioni sulla fisica o la geometria..." non sembrano conciliarsi con l'estrema bigotteria dei suoi concittadini del XXI secolo.Anche Benjamin Franklin, noto anche come inventore oltre che statista, pur molto credente, è ricordato come un profeta della tolleranza. In generale i padri fondatori erano tutti religiosi, ma non avevano alcun intenzione di mescolare religione e stato, né di favorire un culto rispetto ad un altro.
Oggi invece, sappiamo che i gruppi di pressione religiosi, soprattutto quelli fondamentalisti, sono spesso determinanti per l'elezione del presidente e purtroppo anche nella vita di tutti i giorni.
Gli atei invece sono SERIAMENTE discriminati, e lo sono più di qualsiasi altro gruppo, compresi gruppi etnici e religiosi notoriamente impopolari negli Stati Uniti.
Il buon George W. Bush ha affermato: " Non credo che gli atei dovrebbero essere considerati cittadini, né tantomeno patrioti. Questa è una nazione timorata di Dio.", confermando la sua estrema tolleranza, oltre che la sua acuta intelligenza. In Texas il suo amico, il governatore Rick Perry ha indetto un giorno di preghiera UFFICIALE in risposta a drammatici eventi naturali e al terrorismo (http://governor.state.tx.us/news/proclamation/16247/). In tal modo promuove una dottrina religiosa, cosaproibita dal Primo emendamento del Bill of rights, lo stesso Bill of rights cui ci si appella come ad un testo sacro, quando viene anche solo messo in discussione il diritto dei cittadini degli US a portare armi.
Ma non è neppure questa la cosa più grave: in Arkansas, Maryland, Mississippi, South Carolina, Texas, Tennessee e Pennsylvania non si può accedere a pubblici uffici e neppure testimoniare se si nega l'esistenza di Dio. Si può essere musulmani, hindu o di una qualche merdosa setta di fanatici integralisti cristiani, MA NON ATEI.
Il 61% degli Americani non voterebbe un candidato che non crede in Dio e il principale gruppo di persone che non vorrebbero come marito/moglie per i propri figli sono... gli atei, che battono in scioltezza neri, asiatici, musulmani, latini e ebrei (http://newsjunkiepost.com/2009/09/19/research-finds-that-atheists-are-most-hated-and-distrusted-minority/).
Per non parlare del fatto che la lotta al terrorismo viene sempre fatta passare come uno scontro di religione tra l'indulgente e mite Occidente cristiano e i malvagi e fanatici musulmani.
La laicità dello Stato è evidentemente un optional (e non hanno neppure il Papa in casa!).
Finisco con una nota positiva: negli ultimi anni le persone che si definiscono irreligiuos negli Stati Uniti è in continuo aumento, ma temo che questo non abbia fatto che esacerbare gli animi dei loro bigotti, intolleranti, insopportabili connazionali, crociati del nuovo millennio e della mi' fava.

venerdì 11 gennaio 2013

La citazione del giorno 2

"Là dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini" - Heinrich Heine, 1823

Un profeta, purtroppo.

mercoledì 9 gennaio 2013

La citazione del giorno 1

Una nuova etichetta per ogni nuovo post, questo è il mio proposito per l'anno nuovo!
A parte gli scherzi: riesco a scrivere solo sull'ispirazione del momento, per cui mantenere le "rubriche" non è il mio forte (a parte "La merda del giorno", che praticamente si scrive da sola per l'estrema abbondanza di materiale).
Però le citazioni sono in genere brevi, quindi forse due o tre post sull'argomento li riuscirò a scrivere.
Intanto comincio con questa:

"Se crediamo a delle assurdità, commetteremo delle atrocità." - Jean Meslier

Si riferisce alla religione, cui si attaglia perfettamente, ma si può estendere ad ogni cosa.
Personaggio interessante questo Meslier, ma che mi era sconosciuto fino a mezz'ora fa.
Per chi gli pesa il c..., pardon la mano, e non si va a leggere la voce di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Meslier) vi dico che il tipo in questione era il curato, sì proprio il curato di un piccolo paese di campagna francese, a cavallo tra Seicento e Settecento.
Sconosciuto in vita, divenne noto per il suo testamento intellettuale, in cui sostiene che tutto ciò che aveva insegnato in vita era falso e chiede perdono per questo. Passa poi ad una circostanziata invettiva contro la religione, estendendola poi a tutti gli istituti del potere come monarchia, aristocrazia e Ancièn regime, professando una sorta di comunismo anarchico ante litteram.
Si tratta forse del primo filosofo ateo della storia: respect!